Virgin: 28 vinili passati dai nostri scaffali

La storia di Virgin

Virgin la montano nel 1972 Richard Branson, Simon Draper, Nik Powell e Tom Newman, a partire da un negozio di dischi e da uno studio in una casa di campagna. Il primo disco che pubblicano è Tubular Bells di Mike Oldfield, nel 1973, e vende abbastanza da finanziare tutto il resto.

Da lì l'etichetta percorre quasi tutto: punk, new wave, pop da stadio e, quando arriva il momento, elettronica. È quest'ultimo tratto a spiegare perché compare in una cassetta come la nostra.

Cosa c'è qui di Virgin

Ventotto referenze, distribuite fra il 1981 e il 2007, e soprattutto house, electro e hard trance. Convivono dodici pollici dei Simple Minds dei primi ottanta con maxi dei Daft Punk: è il tipo di catalogo che può avere solo una casa che pubblica senza sosta da trent'anni.

I numeri di catalogo non seguono uno schema unico — VS, V, serie numeriche — perché sono cambiati più volte nel corso dei decenni e a seconda del territorio.

Il disco da cui partire

Come suona Virgin sui nostri scaffali

Da beatdo sono passate 28 referenze diverse su Virgin, 41 esemplari contando le copie, stampati tra il 1981 e il 2007.

Quello che ricorre di più, in quest'ordine: House, Electro e Hard Trance.

Al momento non ne resta nessuno sugli scaffali, ma le schede restano pubblicate con il loro stato, il loro anno e il loro numero di catalogo.

L'archivio: 28 referenze su Virgin