Hardcore Blasters: 26 vinili passati dai nostri scaffali

La storia di Hardcore Blasters

Hardcore Blasters la fondano nel 2002 Diego Buffoni — DJ D — e Simone Gritti, gli stessi che nel 1994 avevano montato Ipnotika, un'etichetta di hardstyle e hard trance. Quindi non è una casa di esordienti: è gente che pubblicava già da otto anni e che decide di aprire un marchio specificamente per l'hardcore.

La cosa interessante è l'organico. Anche se l'etichetta è italiana, pubblica produttori olandesi, italiani e spagnoli insieme — Nitrogenetics, Rayden, Juanma, Hellsystem, Miosa, Dirty Bastards —, in un'epoca in cui ogni scena nazionale tendeva a pubblicare se stessa. Si sente nel catalogo: non suona come un paese, suona come un'epoca.

Il prefisso HM

Le referenze vanno con HM e quattro cifre (HM 2704, HM2762). Di qui ne sono passate ventisei, fra il 2001 e il 2009, con hardcore e gabber divisi quasi a metà.

Il disco da cui partire

Come suona Hardcore Blasters sui nostri scaffali

Da beatdo sono passate 26 referenze diverse su Hardcore Blasters, 53 esemplari contando le copie, stampati tra il 2001 e il 2009.

Quello che ricorre di più, in quest'ordine: Hardcore e Gabber.

Al momento resta un esemplare disponibile.

Come si riconosce una referenza Hardcore Blasters

I numeri di catalogo che abbiamo visto seguono lo schema HM, hmg, hm. È la prima cosa da guardare sull'etichetta centrale quando il disco arriva senza copertina, che in questo repertorio è la norma.

Ora nel cassone

L'archivio: 25 referenze su Hardcore Blasters